Presentazione del Progetto

Obbiettivi del progetto

L'obbiettivo del progetto è l'applicazione della procedura di Health Impact Assessment (HIA), integrata dalle pratiche di agenda 21 Locale, alla valutazione degli impatti attuali e futuri delle politiche di pianificazione e gestione dei ciclo dei rifiuti urbani.

Il coinvolgimento delle comunità locali interessate dal progetto è un aspetto già previsto dalla HIA (VIS in italiano); tuttavia l'inclusione di A21L, con i suoi forum specifici per i vari tematismi, consentirà di informare la popolazione in maniera più completa e mirata, consentendo agli abitanti, in particolare quelli appartenenti alle categorie svantaggiate, di partecipare al processo decisionale riguardante la costruzione o l'ampliamento, la dislocazione e la gestione degli impianti di trattamento dei rifiuti, del loro riciclo e riuso.

Secondo la Direzione Generale (DG) Ambiente dell'Unione Europea, vengono prodotte nel continente 200 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti solidi urbani, la maggior parte dei quali stoccata in discarica, il resto bruciata in impianti di incenerimento. Entrambe le metodologie di trattamento sono causa di possibili effetti avversi sulla salute.

Gli obbiettivi principali del progetto possono essere riassunti come segue:

  • mettere a punto e applicare in sistema di indagine innovativo per l'Italia, che combini rigore scientifico nella valutazione dell'impatto ambientale e sanitario, con azioni di coinvolgimento della popolazione tramite piani di comunicazione verso i non addetti ai lavori;
  • assegnare alla popolazione un ruolo di monitoraggio, insieme ad istituti indipendenti, di tutta la catena relativa all'impianto di trattamento. L'obbiettivo è quello di incoraggiare i proponenti o i titolari dell'impianto ad adottare le migliori tecnologie disponibili per minimizzare gli impatti, promuovere una consapevolezza ambientale fra i cittadini, coinvolgendoli nell'elaborazione delle politiche di gestione, e adottare un sistema di sorveglianza protratto nel tempo da parte delle popolazioni locali;
  • valutare le differenze fra le due tipologie di trattamento (discarica ed inceneritore) riguardo agli impatti e alle modalità di gestione;
  • testare uno strumento integrato per la valutazione complessiva degli impatti ambientali, sanitari e socioeconomici di due differenti sistemi di trattamento di rifiuti solidi urbani, che possa essere poi applicato anche in altre realtà europee;
  • contribuire a mettere a punto nuove e più efficaci linee guida per la programmazione e la gestione del ciclo dei rifiuti.

Per cercare di raggiungere questi obbiettivi, sono stati identificati due impianti di trattamento sul territorio italiano, ai quali applicare una VIS retrospettiva, con il supporto dei processi di A21L già attivi nei rispettivi territori. I due impianti coinvolti sono:

  • discarica di rifiuti solidi urbani sita a Lanciano (CH). Si tratta dell'impianto di questo tipo più grande in Abruzzo, trattando circa 54.000 mc di rifiuti all'anno. Si estende per circa 13 ha; la sua capacità complessiva è di 2 milioni e 50.000 mc, mentre la capacità residua stimata per il 2012 varia da 200.000 a 550.000 mc, a seconda di quelle che saranno le strategie di raccolta dei rifiuti. È operativa dal 1995;
  • inceneritore di rifiuti solidi urbani di Arezzo, in Toscana. Brucia circa 40.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani all'anno, ma è stata richiesta la possibilità di portare questa cifra a 80.000 t/anno. È operativo dal 2000.

Un aspetto rilevante del progetto è il coinvolgimento delle agenzie di controllo e tutela dell'ambiente, di centri di ricerca e di associazioni di cittadini, portato d'interesse e di capacità a vario titolo.

Azioni coinvolte

Il progetto consiste di sei fasi principali, ciascuna delle quali suddivisa in specifiche azioni.

FASE A - la prima fase riguarda l'interfaccia fra il forum di A21 locale e il gruppo di lavoro VIS. I due gruppi si riuniranno per instaurare una partership per identificare i fattori di pressione ambientali, sanitari e socioeconomici legati all'attività degli impianti. Per ciascuno dei principali tematismi, verranno organizzati dei meeting con i portatori d'interesse locali (stakeholder).
Al termine di questa fase si otterranno dei set di indicatori che saranno oggetto delle successive valutazioni.

FASE B - Il gruppo di lavoro VIS procederà alla fase di scoping, che definirà le azioni necessarie alle caratterizzazioni sulla base degli indicatori definiti. Quindi procederà alla rassegna e raccolta dei dati esistenti (letteratura scientifica, documenti tecnici, studi pregressi) e all'ottenimento di nuovi dati tramite monitoraggi specifici sul comparto ambientale, e tramite questionari socioeconomici rivolti alle popolazioni, in accordo con le linee guida HIA della regione Abruzzo.

FASE C - Il gruppo di lavoro VIS illustrerà al forum il risultato dello scoping, condividendo con esso la definizione dei passi successivi. In questa fase verranno inoltre fissati gli incontri tematici, tipici del processo di Agenda 21.

FASE D - questa è la fase nella quale si procederà alla valutazione degli impatti. Verrà portata avanti in continua collaborazione fra gruppo di lavoro e forum. Il risultato di questo step sarà la quantificazione delle pressioni indotte dall'impianto; verranno considerati i vari indicatori per ciascun tematismo (sanitario, ambientale e socioeconomico).

FASE E - è la fase nella quale verrà sviluppato il report ai decisori. Gruppo di lavoro e forum metteranno a punto delle raccomandazioni ai gestori riguardanti le eventuali misure di mitigazione e/o compensazione degli eventuali impatti dell'impianto. Verranno definiti anche gli indicatori per la successiva fase di monitoraggio e suggerimenti per le politiche di gestione dell'intera filiera del rifiuto e per quelle di pianificazione territoriale.

FASE F - si tratta della fase di monitoraggio, tipica del processo di VIS. Il forum e il gruppo di lavoro si riuniranno trimestralmente per mettere a punto e definire i passi adatti a monitorare i fattori di pressione e per discutere e mostrare alla popolazione i risultati che man mano si otterranno. Verranno altresì valutate le strategie adottate dal gestore dell'impianto e dall'amministratore pubblico per il recepimento degli eventuali suggerimenti contenuti nel report ai decisori. A21L si impegnerà, in questa fase, a definire le modalità per proseguire gli incontri con i portatori d'interesse locali e con le popolazioni, anche dopo il termine del progetto.

Come nello spirito del progetto, gli incontri avverranno ponendo particolare attenzione al coinvolgimento delle categorie della popolazione maggiormente svantaggiate o coinvolte negli eventuali impatti degli impianti, cercando, per quanto possibile, di coinvolgere quei settori della cittadinanza che normalmente rimangono fuori dai processi decisionali e gestionali.

Risultati attesi

  • Creare e sviluppare un nuovo strumento di indagine e di valutazione degli effetti sulla salute, sull'ambiente e di carattere socio-economico, causati dalla presenza di termovalorizzatori e di discariche di rifiuti solidi urbani;
  • Fornire dei supporti e, qualora possibile, delle linee guida per l'applicazione della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) e di Processi di Agenda 21 Locali al ciclo dei rifiuti. Ciò permetterà un confronto tra le due tipologie di trattamento dei rifiuti, evidenziando i vantaggi/svantaggi di entrambe, in accordo con le migliori tecnologie disponibili e dei costi connessi per la realizzazione e la gestione delle stesse;
  • Sviluppare e diffondere metodologie di accertamento a livello locale, nazionale e comunitario, dando vita ad una rete di conoscenza e di expertise territoriale forte.
  • Strutturazione di un set di indicatori ambientali, socioeconomici ed epidemiologici per l'area di studio, che verrà annualmente aggiornato nel corso del progetto;
  • Testare l'efficienza degli interventi in relazione alla condivisione delle decisioni ed al grado di fiducia dimostrata dalla popolazione locale;
  • Redigere due report, uno per ciascuna delle due tipologie di impianto, che rappresenteranno il nuovo strumento in aiuto alle amministrazioni pubbliche locali per la definizione delle future politiche di pianificazione territoriale.
  • Realizzare una rete internazionale di esperti, di best practices e di condivisione dei risultati ottenuti da progetti simili, che potrà estendersi e mantenersi anche dopo che il progetto sarà terminato.

Saranno organizzati non meno di 16 meeting tematici con i portatori di interesse locali, con una presenza di almeno 50 partecipanti per ciascun incontro, in accordo con l'ampiezza del bacino di utenza in cui gli impianti sono localizzati.
Saranno redatti almeno due report tecnici per ciascun procedura di valutazione, per un totale di almeno 4 report. Per ogni procedura, inoltre, si prevede la realizzazione di 3 database, per un totale di 6.

Inoltre, tra i risultati attesi, è incluso il miglioramento del trattamento del ciclo dei rifiuti industriali nei due impianti pilota. Il termovalorizzatore di Arezzo tratta, dal 2008, 34.343 t di rifiuti solidi urbani, con un recupero di energia elettrica di circa 17.495 MWh; l'energia di natura termica non è invece recuperata.

Tra gli scopi del progetto si valuterà la possibilità di implementare il recupero anche di energia termica, per un valore intorno ai 12.000 MWh, inserendo anche suggerimenti per ulteriori miglioramenti tecnologici.

L'inceneritore di Arezzo è autorizzato anche al trattamento della frazione di secco, per un totale di 44.000 t l'anno. Considerando l'ammontare totale dei rifiuti prodotti in quest'area, un obiettivo sarà quello di aumentare la quantità di frazione secca trattata per almeno il 20% rispetto alla situazione attuale, raggiungendo 41.200 t annue ed avvicinarsi, così, al quantitativo limite autorizzato. Tale miglioramento dovrebbe condurre ad un aumento della produzione di energia (che dovrà essere realizzato con tecnologie che non generano incrementi di emissione in atmosfera) e ad una riduzione della quantità di rifiuti interrati in discarica.

La discarica di Lanciano (CH) ha una capacità di smaltimento residua che varia da 200.000 m3 a 550.000 m3, in base alle tecniche adottate nella separazione dei rifiuti. Altro obiettivo del progetto sarà quello di proporre e pianificare strategie per stimolare, facilitare ed incrementare la separazione delle tipologie di rifiuto. In tal modo si potrà evitare che, nel 2013 (anno della possibile cessazione delle attività dell'impianto), vi sia la necessità di costruire una nuova discarica, con le ovvie conseguenze sociali e ambientali associate; la razionalizzazione della catena del rifiuto potrebbe estendere la vita effettiva della discarica, che attualmente tratta circa 54.000 m3 di rifiuto all'anno. Uno degli scopi del progetto è infatti ridurre il più possibile la quantità di rifiuti prodotti al termine del progetto stesso.

Al fine di garantire un'adeguata diffusione dei risultati alla comunità tecnico-scientifica ed ai portatori di interesse ad un livello sia nazionale che comunitario, è prevista l'attuazione di una serie di strumenti e di linee guida utili alla valutazione ambientale, epidemiologica e socioeconomica degli impianti di trattamento dei rifiuti solidi urbani.
Il principale strumento utilizzato sarà rappresentato dalla redazione di un report rivolto ai decisori, che costituirà un punto di partenza per l'elaborazione delle linee guida per la Valutazione di Impatto Sanitario applicata al trattamento dei rifiuti. Tutte le informazioni raccolte in fase di progetto alimenteranno un database dedicato, che sarà il punto di partenza per le varie elaborazioni.
Le linee guida conterranno, oltre alle metodiche adottate, suggerimenti pratici per risolvere le difficoltà che futuri progetti analoghi potrebbero trovarsi di fronte, per la strumentazione di campionamento e per l'organizzazione di programmi di raccolta dati (in base alla tipologia di impianto ed estensione, popolazione interessata, politiche locali di gestione dei rifiuti, disponibile di dati epidemiologici ecc.). Inoltre, il manuale conterrà dei questionari per la popolazione e suggerimenti su come modificare ed adattare gli stessi in base a specifiche esigenze.

Le linee guida generali ed i manuali saranno disponibili sul sito web del progetto. La versione sintetica dello stesso sarà distribuita mediante newsletter a tutti i potenziali enti interessati, in particolare ai comitati regionali VIA, in modo che potranno disporre di uno strumento per la valutazione dei progetti sottoposti e fornire, così, opinioni ragionate anche sulla base dei risultati e delle metodiche proposte nei Processi di Agenda 21 Locale. E' prevista la diffusione di non meno di 400 copie in formato elettronico. Il documento sarà tradotto anche in inglese, in modo da diffondere i contenuti anche alla rete creata nell'ambito del progetto, per le amministrazioni locali europee interessate all'applicazione di questi strumenti nelle loro politiche di gestione dei rifiuti.
Tali strumenti saranno inoltre inclusi nell'ambito delle documentazioni VIS già esistenti sul nostro territorio, come le linee guida VIS della Regione Abruzzo, il progetto monografico di monitoraggio dell'Emilia Romagna ecc.